Il coltello di Fedro

Tutti percepiamo a ogni istante milioni di cose intorno a noi – queste forme che cambiano, queste colline brucicanti, il rumore del motore –, le registriamo automaticamente, ma non ne prendiamo veramente coscienza, a meno che non ci sia un particolare insolito o il riflesso di qualcosa che siamo preparati a vedere. Non potremmo mai prendere coscienza di tutto e ricordare tutto perché la nostra mente si riempirebbe di tanti di quei dettagli inutili che non riusciremmo più a pensare. Dobbiamo scegliere, e il risultato di tale scelta, che chiamiamo ' coscienza ', non è mai identico alle percezioni, perché il processo di selezione le cambia. Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama infinito delle percezioni e le chiamiamo mondo. Una volta di fronte a questo mondo, operiamo su di esso un processo di discriminazione: entra in azione il coltello. Dividiamo la sabbia in mucchi. Questo e quello. Qui e là. Bianco e nero. Adesso e allora. In un primo momento la manciata di sabbia sembra uniforme, ma più la guardiamo più la scopriamo varia. Non ci sono due granelli uguali. Alcuni sono simili per un verso, altri per un altro, e possiamo dividerli in gruppi in base a queste somiglianze e diversità. Si potrebbe pensare che a un certo punto il processo di suddivisione e di classificazione si interrompa ma non è così. Continua all'infinito.1 

Coltello

  1. tratto da: Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pp. 84-85, 1981, Adelphi()
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Una risposta a Il coltello di Fedro

  1. laboralab scrive:

    linkato!!! saluti. Lab

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